Antonio Monestiroli, Le forme ed il tempo

Introduzione all'edizione italiana del libro di L. Hilberseimer : Mies Van Der Rohe

Milano, CLUP 1984

Ludwig Mies van der Rohe (Aquisgrana 1886 – Chicago 1969), uno degli esponenti più rappresentativi del razionalismo architettonico, «è stato definito – osserva Antonio Monestiroli nell’introduzione – “architetto classico” e forse è l’architetto moderno per cui questa definizione è più appropriata.
«La classicità nella architettura di Mies si manifesta attraverso i due principi che la definiscono: il primo, e più importante, della intelligibilità delle forme. Il secondo, conseguente al primo, per cui la progettazione è attività conoscitiva regolata da norme individuate».
La figura di Mies van der Rohe è qui presentata da Ludwig Hilberseimer, che con lui condivise l’esperienza della Novembergruppe, associazione di artisti e intellettuali nata nel 1918, alla quale aderirono anche Taut, Mendelsohn e Gropius. Il libro, scritto nel 1956, si presenta quindi come un resoconto dei lavori in corso, una sorta di diario che ripercorre le tappe dell’evoluzione artistica di Mies: dall’incontro con lo stesso Gropius e con Le Corbusier, nello studio berlinese di Behrens, all’esperienza dei movimenti di avanguardia fioriti in Europa nel primo dopoguerra, fino al trasferimento negli Stati Uniti nel 1938.

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