Antonio Monestiroli, La ragione degli edifici. La scuola di Milano e oltre

Milano, Marinotti edizioni 2010

Questo libro è formato da tre parti. Una prima in cui si vuole mettere in evidenza la contrapposizione, che è stata al fondo del dibattito teorico del Novecento, fra complessità e semplificazione come matrici del pensiero sull’architettura. Questa contraddizione è risolvibile solo adottando un principio: quello della ricerca della ragione di tutte le cose, in architettura della ragione degli edifici.
Una seconda parte che affronta il lavoro di alcuni protagonisti dell’architettura italiana del novecento che hanno posto alla base del loro progetto tale ricerca. Si tratta di alcuni architetti, Albini, Gardella, Rogers, Asnago e Vender, Rossi, Grassi e, insieme a loro, Libera, l’architetto romano più vicino ai milanesi, che insieme ad altri costituiscono una scuola di pensiero ben riconoscibile: la Scuola di Milano. Una scuola che fonda i suoi principi nell’illuminismo, una scuola che trae alimento dai filosofi vicini ad Antonio Banfi e che ha una sua continuità nel tempo. Una scuola contesta da Milano e da Venezia, città dove questi architetti hanno insegnato.
Infine una terza parte che introduce la nozione di realtà come spettacolo non solo da conoscere, che vorrebbe un razionalismo convenzionale, ma da mettere in scena con le forme dell’architettura. È stato Aldo Rossi a indicarci questa strada, insieme a tutti gli artisti che ha riportato fra noi, per la sua e la nostra consolazione.

A.M.